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Le radici della vita

La rassegna, promossa da Acec Ass.ne Cattolica Esercenti Cinema, in collaborazione con l’Ufficio Comunicazioni Sociali e la Fondazione Comunicazione e Cultura della CEI,, ha visto proiettare nella nostra sala della comunità, i film Isla Minima di Alberto Rodriguez e Tomorrowland di Brad Bird.
Il tema centrale risulta essere la salvaguardia del creato; infatti come ricorda papa Francesco nell’Enciclica Laudato Sì: Si avverte una crescente sensibilità riguardo all’ambiente e alla cura della natura, e matura una sincera e dolorosa preoccupazione per ciò che sta accadendo al nostro pianeta. (Enciclica LAUDATO SI’, n. 19)
Nello specifico, Il sottotitolo dell’enciclica Laudato Si’ chiarisce la preoccupazione che sta alla base della lettera.
Sulla cura della Casa Comune. San Francesco ci ricorda che “la nostra casa comune è anche come una sorella con la quale condividiamo l’esistenza e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia. Questa nostra sorella protesta per il male che le è stato fatto a causa della nostra irresponsabilità e perché “siamo cresciuti pensando di essere suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla”.
A fronte della situazione di deterioramento ambientale in cui ci troviamo, Papa Francesco invita tutti coloro che vivono su questo pianeta a entrare in dialogo riguardo la nostra casa comune. Egli fa riferimento ai Papi, tra i suoi predecessori, che ci hanno messo in guardia riguardo a questi problemi, rilevando come le loro preoccupazioni trovino riscontro nelle riflessioni di numerosi scienziati, filosofi, teologi e gruppi della società civile oltre che in altre Chiese, comunità Cristiane e altre religioni.
Papa Francesco fa poi emergere l’importanza di San Francesco d’Assisi per la sua vita e il suo ministero affermando che: “In lui (San Francesco) si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore”. Egli poi ci ricorda che se non ci accostiamo alla natura e all’ambiente come faceva San Francesco, senza un’apertura allo stupore e alla meraviglia, “i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore e del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati.
Il Papa afferma con chiarezza il suo appello: “La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale…”, che richiede “di rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del nostro pianeta”. Egli riconosce le difficoltà che sono racchiuse in questo appello, dovute non solo al rifiuto dei potenti ma anche dal disinteresse di molti. “Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche tra i credenti, vanno dalla negazione del problema alla rassegnazione e all’indifferenza, alla rassegnazione comoda o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di una nuova solidarietà universale”.
Il papa osserva, infine, che basta guardare la realtà con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune e solo un dibattito onesto tra scienziati che rispettino la diversità di opinioni può aiutarci a trovare una via d’uscita.